Capirai la bellezza del windsurf solo quando proverai l’ebrezza della prima planata!”

Quante volte ho ripetuto queste parole e quante volte me le sono sentite dire quando mi approcciavo a questo sport. In effetti, prima di quel momento, il windsurf è solo uno sport come tanti altri, connotato quasi esclusivamente da tanta fatica: fatica per raggiungere gli spot, fatica per trasportare l’attrezzatura e per armarla, fatica per tirare la vela fuori dall’acqua con la cima di recupero, fatica per lottare contro il vento e gli elementi. Poi all’improvviso tutti gli sforzi si annullano e in un istante il vento e tutti quegli elementi che eri costretto a contrastare con una forza immane, diventano tuoi alleati. E’ proprio così che arriva il tanto decantato momento della planata. Nonostante siano passati quasi 25 anni, quegli attimi restano stampati nella mia mente. La sensazione di sentire la tavola accelerare e sollevarsi dall’acqua è stata forse una delle più belle sensazioni mai provate. Ero a Cetara e non avevo nemmeno il trapezio.  Pensavo di decollare. Ogni forza contraria svaniva, non c’era più attrito, pressione nelle braccia, pesi. Tutto era bilanciato in un equilibrio perfetto che consentiva alla tavola di scivolare a tutta velocità sul pelo dell’acqua. Il solo rumore percepito era quello dei turbini delle schiume che scorrevano sotto la carena. Quel preciso istante mi ha segnato profondamente e credo abbia segnato tutti i praticanti di questo sport meraviglioso…perchè quando si varca quel confine, non si torna più indietro!!! Difatti quella magia ha fatto esplodere la passione più duratura della mia vita, nonostante la mia iniziale diffidenza. Ogni cellula del mio corpo oggi è intrisa di quegli elementi tanto che l’intero mio fisico si è forgiato in sua funzione. Riesco a stare in acqua con trenta nodi per ore senza avere nessun fastidio, poi alzo la busta della spesa e la schiena mi fa male per settimane. Da quel giorno non esistono più gite fuori porta, pranzi domenicali, passeggiate in centro senza prima consultare le previsioni. Sono contemplate solo cene… ed a tarda ora. Le vacanze vengono programmate in funzione della pratica del windsurf. Anche il tempo ha assunto una connotazione diversa, tale da far spostare tutto in secondo piano. Prima si guardano le previsioni e poi si prendono, eventualmente, impegni … che non di rado vengono disattesi in funzione di improvvisi aggiornamenti meteo. Si vive alla giornata; sempre vogliosi di riprovare quel “big bang” originario, seppur condito da nuovi elementi (le onde).

Paolo (windspirit)

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