Cure mediche a base di surf

Quante volte abbiamo detto che il windsurf per noi è come una malattia?!?!?!

Cari amici, ci sbagliavamo di grosso, perché è esattamente il contrario.

A confermarlo sono alcuni medici francesi di Biarritz che hanno cominciato a prescrivere ai loro pazienti cure a base di surf definendole, senza mezzi termini, come terapie “miracolose” capaci di combattere numerose patologie che vanno dai problemi cardiaci alla depressione. In alcuni casi tali terapie hanno addirittura sostituito del tutto i farmaci. 

Anche in Inghilterra, la Dorset Healthcare University Foundation Trust, ha investito ben 10.000 sterline per capire l’efficacia della pratica del surf nella cura della propria autostima. I primi 100 ragazzi sottoposti alla “surf terapy” hanno visto guarire i loro stati di ansia e di depressione. In loro è aumentata la fiducia e l’autostima ed i loro genitori hanno riscontrato un netto miglioramento anche nel rendimento scolastico.

A seguito di questi risultati sorprendenti i ricercatori Inglesi auspicano che la terapia del surf possa essere prescritta al posto dei farmaci. Del resto già Dorian “Doc” Paskowitz, famoso medico surfista americano, lo sapeva bene, tanto da aver dedicato la sua vita all’organizzazione di surf camp terapeutici consigliando, nel contempo, a chiunque incontrasse di iniziare a surfare. Il surf diceva: “… nonostante provochi dipendenza, non è la causa di problemi di salute, ma è la cura!”. Peccato che per noi praticanti Italiani, nei periodi di magra, che sappiamo bene corrispondono a stati depressivi acuti, i medici non possano ancora prescrivere somministrazioni curative a base di surf e windsurf. Immaginate se tali cure potessero essere erogate dal servizio sanitario nazionale con tanto di visita fiscale in spiaggia. Credo non solo che si contrasterebbe definitivamente la pandemia depressiva che imperversa nei periodi di bonaccia, ma si porrebbe anche un freno all’assenteismo “ingiustificato” di molti dipendenti pubblici dai loro posti di lavoro, in concomitanza delle mareggiate.

In questi ultimi due mesi di inattività forzata causata dal freddo intenso, ho visto sofferenti riders tentare le solite ed inefficaci cure. Sebbene sia acclarato che vagare di negozio in negozio per accarezzare tavole e vele, sfogliare riviste, guardare fotografie, siti internet e video siano palliative, sono le uniche che abbiamo a disposizione. Dovremmo informare l’attuale Ministro della salute Italiano affinché prenda provvedimenti e si allinei a quanto già sperimentato in Francia, in Inghilterra e negli Stati Uniti. Ovviamente sto scherzando!!!!

Nell’attesa di uscire definitivamente dal tunnel (speranza utopistica) , vi saluto come mi saluterebbe un mio amico surfista Partenopeo/pisano: “Stay wet!”

Paolo (windspirit)