Apr201818

Caratteristiche tecniche:
Modello: PHOTON – Custom “winger”
Shape: CNC Shape
Misure 217 x 57,5 – 80 lt.

Costruzione:
Full Carbon Kevlar in coperta;
SHOCK ABSORBERS nella zona delle strap ;

Quad con scasse  US box Posteriori e Slotbox anteriori ;
MFC KS 14-9;

Peso rilevato:
5,2 kg. senza  pinne e strap

Primo Sguardo:
Anche al rider più sprovveduto, una volta distolta l’attenzione dagli  attraenti colori brillanti della livrea, non passano inosservati quei particolari dello shape che confermano quanto dichiarato dall’azienda Spagnola in merito alle caratteristiche del PHOTON come la più radicale della propria gamma, adatta a condizioni di “surfing down the line” con onda formata e potente e vento side/side off.  Lo Shape molto compatto (217×57,5) con carena prevalentemente biconcava nel concavo, le ridotte dimensioni della poppa e del  “one foot off”  di 32 cm, i rails molto sottili ed il tail rocker di circa 4 cm. non fanno altro che confermare quanto affermato da  SailBoardTarifa in merito al suo campo di utilizzo.
Anche il livello degli accessori e’ altissimo: Pads doppia densita’, straps Da kine, scasse delle pinne in carbonio molto solide e leggerissime slot box per le anteriori e us box  per le posteriori.
Degna di menzione anche la costruzione Full Carbon con l’inebriante ed inimitabile profumo del custom-made.
La configurazione può essere scelta sia thruster che quad, o addirittura con entrambe le possibilità.  Io ho scelto, in considerazione dei miei 72 kg.  e dell’uso prevalente con 4,5 e 5,0, un volume di 80 litri in versione “only quad”, a mio avviso, più congeniale per Hookipa e per le mie caratteristiche. Ho montato un set di pinne MFC K300 14 (275cmq) – 9 (296 cmq), scelta poi rivelatasi ottimale.

 

In acqua:
Dopo aver provato, con notevole soddisfazione, la versione ELECTRON in configurazione thruster, progettata prevalentemente per condizioni on-shore e onda europea, ero molto curioso di testare anche il PHOTON, tavola con linee completamente diverse, disegnata per il waveriding puro. Quale occasione migliore che provarla a Maui nel tempio del windsurf mondiale.  A tal proposito voglio ringraziare Sergio Alonso che per darmi questa possibilità ha fatto un piccolo miracolo, difatti la tavola, ancora odorante di resina fresca, mi è stata recapitata giusto il giorno prima di partire per Maui.
Ho sempre diffidato delle tavole radical-wave, diciamo così, “user-friendly”, e dell’entusiasmo di chi prova una tavola per pochi bordi decantandone poi per anni doti e qualità irrinunciabili o di coloro che giudicano le tavole di cui conoscono soltanto le grafiche. Le tavole che ho utilizzato con maggiore soddisfazione, sono invece quelle che hanno richiesto un significativo numero di uscite  per apprezzarne limiti e potenzialità, impossibili da valutare in poche uscite e magari in condizioni non adeguate al programma per cui sono state disegnate.

Tenendo presente questo punto di vista, già  alla prima uscita hawaiana il PHOTON non mi ha deluso assolutamente.
In uno scenario  da sogno, Hookipa mi da il benvenuto  con onde di 3-4 metri pettinate da un vento side-off di una ventina di nodi, e solo 6 persone in acqua. Carico di adrenalina armo la 4,7 e entro senza timori e, mio malgrado, senza la dovuta attenzione. La tavola è proprio come me l’aspettavo: nervosa e reattiva ed estremamente sensibile alla pressione di piedi. La partenza in planata, non certo da freestyle wave, è in linea con le tavole del suo genere soprattutto considerando il vento rafficatissimo e la corrente da fiume in piena capace di spostare,  con una propulsione laterale difficilmente gestibile, qualsiasi corpo immerso. Complice anche lo smaltimento soltanto parziale del jet-lag, lo spot, teatro dell’aloha classic,  mi punisce sonoramente mandandomi a rocce immediatamente e ricordandomi che prima della tecnica serve il rispetto.

Rotto il ghiaccio, e null’altro per fortuna, i giorni sono trascorsi con una discreta frequenza dei “trade” e, tranne durante l’ultimo periodo dominato dal Kona,  le onde non sono mancate quasi mai permettendomi molte uscite ad Hookipa, ed alcune, nei giorni “grossi”, a Kanaha, con vele tra 5 e  4,5.
Dopo le prime sessions trascorse a regolare pinne, assetto, piede d’albero e quant’altro,  la tavola ha iniziato a mostrare il suo carattere e le sue doti di versatilità. Il PHOTON si è rivelata una tavola che bilancia molto bene, a mio giudizio, la velocità e, grazie ai bordi davvero affilati, permette traiettorie con curve molto strette. Non appena i rails vengono inclinati per accingersi al bottom turn, si avverte quella piacevole sensazione di tenuta del bordo lungo tutto l’arco di curva, che consente alla tavola di proseguire senza indugi verso la parte alta dell’onda. La notevole forza centrifuga generata testimonia la velocità che la tavola riesce a mantenere.
Non si patisce praticamente mai quella sensazione di rallentamento così frequente con tavole esageratamente” rockerate”, anzi talvolta mi sono ritrovato a dover anticipare il cutback onde evitare proiezioni aeree involontarie (e non raccomandabili x le mie capacità) su onde di quella potenza spropositata. La tavola è risultata sempre molto prevedibile, molto sensibile alla pressione dei piedi e  veloce tanto alla base quanto sulla parete dell’onda fino al lip.
In definitiva il PHOTON  è una tavola con la quale mi sono divertito molto, sicuramente disegnata per onde di misura sulle quali divertirsi ma anche con delle ottime doti boliniere tali da permettere al rider di raggiungere posizioni di precedenza, e quindi di surfare la propria onda in solitario ed in piena tranquillità. Questa caratteristica e’ fondamentale in spot come Hookipa. Le precedenze sono rigorose, avere una tavola “curvy” e poco boliniera significherebbe avere un bel giocattolo da mostrare in spiaggia ma poi all’atto pratico, non raggiungere quasi mai posizioni di precedenza sulla line-up e quindi surfare in definitiva un numero di onde irrisorio.
Il PHOTON si conferma come un custom radicale della linea wave di Sailboards Tarifa, un prodotto efficace quando le condizioni sono ideali con onda formata e vento cross-shore. In queste condizioni il PHOTON pur permettendo buone prestazioni in andatura e nella risalita del vento, eccelle nel garantire in surfata, accelerazione alla base dell’onda e sensazioni di puro carving in pieno controllo.

Livio – Windspirit Team

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