Dic201020

mysticprecius

Spessore 5/3

Quale occasione migliore, per testare la nuova e bellissima muta Mystic Precious 5/3 se non in una rigida e piovosa giornata autunnale di Termoli (CB) con temperature da pieno inverno sempre sotto i 10 gradi ?!?!?.
In passato avevo sempre preferito le mute “full mesh”, per capirci quelle tutte in neoprene, in quanto le ritenevo sia più calde e robuste, e, nello spessore 5-3, meno limitative nei movimenti.
In genere, acquistando mezza taglia in più riuscivo a garantirmi un’ulteriore livello di agilità evitando quei fastidiosi dolori agli avambracci, dovuti alla compressione muscolare del neoprene.
Con temperature sotto gli 11 gradi ero solito abbinarvi anche un sottomuta che portavo a corredo, sempre in borsa.
Per molti anni ho ritenuto questa configurazione ideale per affrontare anche gli inverni più rigidi.
Quest’anno DNASURFSHOP di Minturno (LT) in collaborazione con la distribuzione nazionale del marchio MYSTIC mi ha fornito una Preciuos 5/3 che inizialmente guardavo con sufficienza in quanto, dato il peso leggerissimo e l’estrema morbidezza al tatto, pensavo potesse assolvere poco allo scopo.
In effetti, rispetto alle mute full mesh cui ero abituato, pesa notevomente meno rispetto e questo senza considerare l’incidenza peso dell’eventuale sottomuta.
Beppe, mentre la provavo in negozio, continuava a tesserne le lodi facendomi notare non solo il sistema TRI/AIR Span Neoprene, che consente, con questo tipo di costruzione a “nido d’ape”, una straordinaria morbidezza ed elasticità, ma anche la qualità delle giunture con incollatura invisibile, che oltre a garantire la massima tenuta alle caviglie ed ai polsi, favorisce, non consentendo all’acqua di entrare, che la temperatura corporea si mantenga costante.
Tutti i pannelli vengono realizzati con materiali ultra-isolanti e morbissimi, la cerniera pettorale oltre ad essere protetta ed impermeabile appare comodissima da chiudere in quanto raggiungibile senza problemi. Molto efficace anche la fibbietta di regolazione che consente di trovare l’aderenza ideale del collo.
Per i più esigenti la muta è dotata di un taschino a tenuta stagna posto sulla coscia in posizione posteriore ove poter riporre le chiavi o addirittura un piccolo telefonino.
A primo impatto, abituato alle cerniere posteriori, stavo quasi per indossarla al contrario, ma, una volta capito il senso giusto, l’ho subito indossata avendo la sensazione di essere nudo. Una vera e propria seconda pelle !!!.
E’ incredibile, con 10 gradi e la pioggia battente cominciavo a sudare senza percepire alcunchè addosso ma solo una gran voglia di buttarmi in acqua a godermi le onde di Termoli nonostante le condizioni climatiche avverse.
Inutile dire che in manovra è come non avere nulla sul corpo, nessuna compressione o impedimento alle muscolature, ma solo immenso benessere.
Altro aspetto per me significativo che ho potuto constatare anche nelle “frullate” più rovinose è la tenuta impeccabile all’acqua. Per la prima volta, da quando pratico questo sport, non entra acqua dal collo.
Il corpo resta asciutto sempre!!!
Unico appunto, che credo sia comune a tutte le mute “non-neoprene” e che quando si esce dall’acqua la muta si raffredda molto rapidamente a contatto con il vento quindi sarebbe opportuno, indossare una giacca che la protegga dal vento.
Io ho risolto brillantemente con la giacca in neoprene della Mystic la “Battle Jacket” che mi è molto utile sia nei momenti di pausa che quando decido di scattare qualche fotografia.

Paolo De Angelis
Windspirit Team