Giu201020

xtwin

X-twin 15,5 – 16,5

Queste pinne mi avevano incuriosito sin dalla loro nascita, da quando Rick Hank, ingegnere dell’aeronautica e windsurfista, ha cominciato a farle testare a Maui.
Non sapevo chi fosse Rick, forse Mauiultrafins non era ancora nata, ma a Maui molte tavole già montavano quelle pinne dalla forma inconsueta tra cui quella del patron di Ezzy Sails, Dave Ezzy.
Non appena sono apparse in rete le foto dei test condotti da Jason Polakov e Robby Swift a Lanes con il Kona wind che staccando aerial stellari lasciavano scorgere quelle “strane” pinnette non ho esitato a contattare Rick il quale mi ha dato la possibilità di provarle soddisfacendo quella curiosità che 2 anni prima a Maui mi aveva solleticato .
Pochi mesi dopo, il giovanissimo Philip Koester al PWA interrompeva, proprio con le X-twin, il predominio di Victor Fernandez a Pozo vincendo meritatamente la tappa.

Lo shape Mauiultrafins si basa su un approccio scientifico simile a quello utilizzato per la progettazione delle ali aeronautiche dove le forze in gioco vengono simulate e calcolate al computer il quale le parametrizza ottimizzando centinaia e centinaia di cicli fino ad ottenere i prototipi che poi verranno testati.
L’approccio per così dire intuitivo, dove ogni shaper in base alle proprie sensazioni realizza i prototipi che poi andranno in acqua viene ad essere assolutamente bandito e sostituito da parametri matematici che trovano riscontro nei principi dell’idrodinamica e dell’ingegneria.
Lo stesso materiale, il G10, nonostante il costo superiore rispetto al Prepeg è stato preferito per la sua notevole rigidezza che permette un’ottimo comportamento idrodinamico ed una laminazione molto precisa.
Proprio la rigidezza, che si evince al tatto, inizialmente mi ha lasciato perplesso: avevo sempre saputo che una pinna wave, per essere degna di tale funzione, doveva avere un sufficiente flex per assecondare il comportamento della tavola tra le onde.
Rick ha spiegato categoricamente che le pinne Mauiultrafins non hanno flex (flessione) e di conseguenza nemmeno twist (flessione + torsione) in quanto tali caratteristiche riducono notevolmente la portanza e quindi la forza laterale della pinna che avendo una configurazione rigida consente ai flussi reagenti di essere uniformi su tutto il suo profilo. La resistenza allo spin-out, nelle pinne tradizionali ottenuta mediante il twist, è stata compensata da Maui Ultra Fins grazie alla geometria innovativa che conferisce alle pinne non solo maggiore resistenza ma anche una notevole facilità di controllo in caso di perdita di aderenza.
Rick sostiene che il problema non è non avere mai spin-out (ovviamente questa sarebbe una condizione ottimale che in alcune pinne che produce Maui Ultra Fins è prerogativa principale) ma, nel caso tale circostanza dovesse sopravvenire, è bene che avvenga in modo “soft” in maniera che il rider possa recuperare l’assetto ideale con estrema facilità.

Prova in acqua

Ho avuto modo di provare in una decina di uscite le X-twin nelle misure 15,5 e 16,5 sui Fanatic twin 2009 e 2010. Le prime sull’ 86 e 84 con la 5,2, le più piccole sul 72 litri sia con la 4,0 che la 4,7 e devo dire che sono rimasto molto soddisfatto.
Già dai primi bordi ci si rende conto che l’angolo di bolina è eccellente e la velocità di punta assolutamente ragguardevole.
Facendo molta pressione sul piede posteriore, arrivando al limite della resistenza, ci si rende conto che quanto detto da Rick corrisponde al vero.
La tavola quando volontariamente forzata in spin-out è recuperabile istantaneamente riducendo semplicemente la pressione del piede posteriore.
Sembra incredibile come sia facile rimettere in assetto la tavola che ha perso aderenza tanto che anche nelle strambate a corto raggio, una volta abituati al comportamento delle pinnette, è divertente e redditizio slashare nella parte finale della manovra per poi ripartire sulle nuove mura perfettamente in assetto.
Tra le onde la velocità e la manovrabilità di queste pinne è eccezionale.
In bottom turn la tavola accelera immediatamente acquisendo velocità e mantenendo un grip sempre impeccabile, in cutback oltre alla precisione millimetrica ciò che mi ha meravigliato è la reattività sia nei cambi repentini di traiettoria, quando si ha necessità di correggere una curva già impostata, che a fine manovra, quando la tavola dopo la shashata e la momentanea perdita di aderenza delle pinnette, riparte velocemente con le pinnette che incidono immediatamente sulla parete dell’onda trasmettendo alla tavola la velocità necessaria per il bottom successivo.
Ho incontrato molti pro che utilizzano queste pinne e le hanno testate nelle varie configurazioni e posso svelare che la maggior parte di loro, nel wave, utilizza la posizione asimmetrica ottimizzando ancor di più il rendimento in surfata.
Recentemente JP ha messo in commercio i nuovi twinzer 2010 serie limitata firmati Polakov. A testimonianza di quanto di buono abbia sviluppato Rick, gli stessi sono equipaggiati con pinnette identiche a quelle Mauiultrafins facendo andare su tutte le furie, anche se con un pizzico di gratificazione, il vero ideatore di questi nuovi profili.

Paolo De Angelis
windspirit staff