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TEST K4 Fins

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K4 Ezzy, Flex, Stubby

LA STORIA DI K4FINS

K4 è il numero velico di Steve Thorp, un rider britannico sempre in cerca delle migliori onde e delle migliori condizioni.
Pur aprezzando l’avvento delle tavole twin e l’innovazione nel mondo del windsurf con i multifins Steve ha avvertito che nonostante il grande passo avanti in navigazione mancava ancora qualcosa per raggiungere le performance del surf da onda.
Da ingegnere, con una particolare propensione in dinamica dei fluidi, ha deciso di dedicare le sue conoscenze  diventando un designer e produttore di pinne.
Da qualche anno mi sono dedicato a tempo pieno nella progettazione delle pinne ed in poco tempo il mio marchio ha avuto uno sviluppo in ambito mondiale. Tra i riders Pro che usano le K4 fins c’è  Graham Ezzy, Jamie Hancock e Mikey Clancy ma il team è destinato a crescere in quanto la parola continua a diffondersi.
Siamo sempre al lavoro su nuovi modelli di pinne in collaborazione con i nostri rider ed abbiamo moltissime idee e concetti da mettere a frutto anche nello sviluppo di nuovi materiali”

LE PINNE

K4fins ha creato un materiale unico e nuovo per il windsurf.
L’OptoFlex è una matrice di fibra di resina stampata accuratamente e manipolata per fornire dei modelli aventi un Flex perfetto per il windsurf.
I tecnici K4 hanno impiegato molto tempo per creare il materiale con le qualità necessarie per fornire le prestazioni che oggi apprezziamo.
Leggerezza, velocità ed eccezionale memoria del flex.
Le pinne sono estremamente robuste e Steve ci conferma che non ha mai dovuto fare una sostituzione a causa di rottura.
K4 pinne ha testato materiali di alta qualità in laboratorio e in acqua per quasi due anni, migliorando continuamente l’estetica e le prestazioni.

LE PINNE ASYMMETRICHE

Con la creazione di uno shape asimmetrico è possibile aumentare la quantità di portanza generata mantenendo la bassa resistenza. In definitiva lo stesso concetto delle ali degli aerei. Lo shape asimmetrico è più efficiente a creare un effetto risalita.
Ciò nel windsurf è sinonimo di maggiore direzionalità, potenza e presa con il conseguente annullamento dell’effetto stallo.
Nel surf da onda l’introduzione delle pinne asimmetriche è avvenuta grazie ai surfisti Tow-in. Fu proprio dalle manovre in tow-in di Curtis Hesselgrave che Rusty Preisendorfer fu impressionato e introdusse il concetto anche al surf da onda.  Rusty le testò personalmente a Tavarua (Fiji).   “Guarda i cutback che alcuni pro stanno facendo oggi a confronto con quelli di cinque anni fa; Sono i cutback più radicali di sempre, il tail della tavola non perde aderenza a meno che loro non vogliano”.

IN ACQUA

Uno dei vantaggi, rispetto agli altri materiali, e sicuramente non trascurabile è la leggerezza immediatamente percepibile con la tavola tra le mani.
La partenza in planata risulta un pelino anticipata ma ciò che è piuttosto evidente in andatura è l’effetto sollevamento che le pinne conferiscono alla tavola.
La tavola sembra procedere su di un cuscinetto d’aria e, a dispetto della sensazione di labilità dei primi metri, pur premendo con decisione sulla poppa l’aderenza è sempre ottimale tanto da non pregiudicare in nessun modo l’angolo di bolina.
La flessione delle pinne rende il massimo in strambata ed ancor più in bottom turn dove l’effetto “frusta” restituisce una riserva di potenza accumulata con la flessione.
Tale sensazione risulta molto evidente nei turn stretti che risultano molto divertenti e dinamici. Anche l’angolo di ingresso è maggiore favorendo entrate verticali sull’onda.
In definitiva una pinna che grazie alla flessione ed alla geometria asimmetrica meno “resistente” ai flussi idrodinamici (specialmente nell’assetto trifin) riesce a trasmettere potenza nel punto critico della curva consentendo al rider di arrivare con maggiore velocità nel cutback ed in pieno controllo. Forse soffrono un pochino in andatura nel vento forte e nelle raffiche violente.

Il mio setup:

Sul  dacurve 75 2015  uso con il vento da 3,7 a 4,5  in configurazione TRIFIN

(Anteriori: asimmetriche ezzy 3 gradi da 10posteriore stubby da 14)

Sul  pocket 86 2015  uso con il vento da 5,3

(Anteriori: asimmetriche ezzy 3 gradi da 10 – posteriore rocket da 17,5 a cui ho arrotondato gli angoli per ottenere maggiore manovrabilità)

 

Paolo De Angelis

Windspirit Team