Lug201020

fanatic 792011

Misure 227 / 55,5 / 79 lt./ 6,3 Kg*
Range Vele (4.0-5.8)
Costruzione: Carbon Kevlar Light Finish
Pinne: Choco Fins (Anteriori 2 x 8″ – Mini-Tuttle) (Posteriori 2 × 14.5 – US Box)

Quest’anno Fanatic rinnova radilcalmente le grafiche abbandonando la riuscitissima livrea “incompiuta” degli anni precedenti a favore di una veste più vistosa e policroma.

In coperta il quad sfoggia una grafica tridimensionale molto d’effetto che si contrappone alla finitura lucida della carena di colore viola ove risaltano trasparenze, sfumature aerografate ed effetti riflettenti.
I rails colorati in nero, sui quali sono state addirittura impresse le misure della tavola, sembrano incorniciare e delimitare il gioco di contrapposizione grafica ottenuto.
La serie quad ripropone gli stessi litraggi dei twin 2010 e 2011 ovvero 72, 79, 86 e 93 litri.
La costruzione è la consolidata Team Edition Fanatic Carbon Kevlar Light Technology e come per tutta la linea wave la struttura è Double sandwich.
A differenza degli altri brands Fanatic ha immesso sul mercato i quad con un anno di ritardo, sia perchè impegnati a migliorare i già validi twin 2009 sia perchè il lavoro di sviluppo ha richiesto ulteriore tempo per giungere ad un prodotto che soddisfacesse i rigidissimi standard qualitativi di casa madre.
Sarebbe stato facile, e forse commercialmente più redditizio, aggiungere 2 scasse ad uno shape twin e mettersi al passo con gli altri marchi che proponevano già l’anno scorso i quad. Ma Fanatic con il suo “modus operandi” molto coscenzioso ha preferito ignorare le altre aziende per presentarsi, a test ultimati, con un prodotto che fosse funzionale al 100%.
Dopo 2 anni di intenso lavoro lo shape sviluppato da Sebastian Wenzel si discosta molto da quello degli altri quad soprattutto per la Poppa che è di tipo square-squash tail.
Tale poppa, diffusamente utilizzata nel surf da onda, è stata preferita alle altre dai test-rider fanatic che unanimemente ne hanno apprezzato le doti in surfata e la dinamicità nei turns stretti.
L’outline della tavola è molto compatto, solo 227 cm di lunghezza per una larghezza nel punto massimo di 55,5 cm.
La linea scoop rocker ed il rocker di poppa sono molto pronunciati.
Molto evidente è anche il concavo in biconcavo scelto per la carena che ricorda lontanamente quello dei twin 2009 che tanto piaceva ai riders più radicali.
Le scasse delle pinnette anteriori sono del tipo minituttle. Praticissime da montare non consentono regolazioni o variazioni di posizione in quanto quella scelta, ritenuta ideale in termini di performance, è scaturita da numerosissime prove che Klaas Voget e company hanno eseguito, come pure l’inclinazione impostata alle pinne per non ostacolare i flussi d’acqua generati dalla carena e non limitare la funzionalità dei rails.
Le pinne posteriori invece di tipo US possono essere regolate nel modo classico a piacimento.
Avanzandole si prediligerà la manovrabilità nei turns più stretti mentre arretrandole si guadagnerà velocità e controllo in assetto.
Le pinnette sono state sviluppate dalla Choco Fins di Daniel Aeberlie .
Di alto livello gli accessori in dotazione che quest’anno vedono le strap totalmente rinnovate.
Sempre molto pratiche da regolare, oltre ad essere molto belle risultano ancor più comode e fascianti. Di ottima qualità i pads sempre molto funzionali. L’ antisdrucciolo è nella norma sebbene per qualcuno potrebbe apparire poco “incisivo”.

In acqua

Dopo aver strausato le due generazioni di twinzer prodotte da Fanatic, e tra tutti avere apprezzato particolarmente il twin 79 2010 per le sue straordinarie doti, quest’anno, con un filo di nostalgia, ho deciso di cedere alla tentazione e sostituirlo con il nuovo quad 79 2011 accettando la sfida che l’evoluzione del mondo del windsurf sta proponendo e/o propinando a noi tutti.
Ho subito avuto la possibilità di provare il nuovo giocattolo a 4 pinne in condizioni wave tipicamente “nostrane”.
A Scauri (LT) con la 5,3 e vento on-shore e a Torre Canne (BR) con la 4,7 e la 4,2 in 2 uscite side-on shore.
La prima sensazione che ho notato, rispetto al glorioso twin 2010, oltre al maggiore peso in poppa causato dal raddoppio di scasse e pinne e l’ inizio di planata pressocchè identico, è la maggiore aderenza che le 4 pinne conferiscono alla tavola in andatura e in manovra. La mia abitudine a dosare la forza sul piede posteriore, specialmente in condizioni on shore dove col twin era più facile perdere il controllo, con il quad si è dimostrata assolutamente inutile o addirittura deleteria in quanto proprio la capacità di poter imprimere una maggiore pressione rende la tavola capace di fare la differenza. Il grip percepito in andatura è impressionante consentendo, anche nelle condizioni meno favorevoli, un atteggiamento più fisico e spavaldo. Inclinando i rails e premendo sul piede posteriore ci si può permettere angoli di bolina impensabili per una tavola wave.
Lo scoop rocker molto pronunciato fa si che la tavola sollevi oltremodo la prua e parte della carena trasmettendo al rider una piacevole sensazione di sicurezza che si tramuta in un miglior assetto in manovra e soprattutto nei salti.
In surfata la tavola risulta molto agile e dinamica. Nei bottom turn il grip poderoso consente alla tavola di opporsi con decisione alla forza centrifuga, convertendo la stessa in propulsione e velocità di avanzamento tali da proiettarsi sul lip in piena potenza.
Nei cutback, rispetto al twin, il quad necessita di maggiore fisicità forse anche a causa della maggiore velocità con cui si impatta il lip.Con il vento forte, inferiore alla 4,7, per avere il massimo delle prestazioni sarebbe opportuno sostituire le pinne posteriori con una misura più piccola.
La poppa larga lavora egregiamente restando sempre leggera sull’acqua senza mai opporsi o frenare la tavola (come spesso accadeva con i wave pintail molto tirati) ma incidendo con decisione quando chiamata in causa.

In conclusione

Tavola molto facile ed eccellente per le condizioni europee, dove anche con il vento non perfettamente side, e le onde non pulite si ha la possibilità di divertirsi in surfate che con le tavole “classiche” erano impensabili.
L’unico neo la finitura un po’ troppo delicata e soggetta a continui graffi; personalmente preferivo la più spartana e funzionale verniciatura 2010.

Paolo De Angelis
windspirit staff