Giu201220

clip

Lunghezze regolabili

20-28

26-34

Nella pratica del windsurf moderno un ruolo fondamentale è svolto da componenti di cui spesso si sottovaluta la funzione: piedini, prolunghe, cime di caricabasso e del trapezio.
Materiali che negli anni hanno avuto un loro sviluppo tecnologico ma che spesso risultano di secondaria importanza tanto da essere definiti semplicemente “accessori”.
Uno di questi componenti che svolge un ruolo tutt’altro che accessorio nel windsurf, è la cima del trapezio. Nata per alleviare lo sforzo sulle braccia come una semplice cima legata al boma mediante il classico “nodo parlato” è diventata oggi un prodotto molto ricercato in relazione anche alla specialità in cui viene utilizzata (slalom, freestyle, wave). Le aziende hanno cercato di dare risposte alle esigenze dei rider con molteplici soluzioni: dai prodotti preconfezionati, anche regolabili, di misto corda stoffa e tubo plastico da usare e buttar via (alla faccia della crisi e dell’inquinamento) ai kit componibili. Purtroppo un aspetto che a parer mio è stato spesso trascurato è la durata specialmente quando ad usarle sono riders che pesano intorno ai 100 kg.
Rompere la cima del trapezio nel bel mezzo di una perturbazione, dopo aver inventato le storie più incredibili per abbandonare mogli o bigiare il lavoro e raggiungere il caro e amato spot, è tutt’altro che divertente e spesso irreparabile.
CLIPHARNESSLINE (http://www.clipharnessline.com/) ha realizzato una cima del trapezio che fa della robustezza e semplicitià di montaggio il suo cavallo di battaglia.
L’innovativo accessorio è realizzato in un unico materiale plastico ad alta resistenza che differisce dalla classica cima a cui siamo abituati per l’assenza di ulteriori parti sottoposte a stress ed uso come la stoffa di attacco (chi non l’ha mai rotta) delle cime classiche o il tubo plastico che se usurato permette l’introduzione di sabbia e acqua salata favorendo la corrosione della scotta interna.
Il vantaggio della CLIP lo si nota soprattutto nel montaggio e (udite udite) nella regolazione millimetrica della lunghezza. Un clip plastico che avvolge il vostro boma permette l’introduzione della cima e la regolazione della stessa il tutto semplicemente fissato da una corda elastica. Il montaggio è immediato e in caso di improvvisa rottura è facilmente sostituibile senza smontare il boma. Ulteriore vantaggio è la sostituzione di alcuni pezzi che compongono il kit che possono anche essere acquistati separatamente. Nella confezione troverete una clip aggiuntiva di riserva.

In acqua
La mia prima sensazione in acqua è stata quella di avere cime più corte di quelle a cui sono abituato pur avendo fissato la stessa lunghezza da me utilizzata. La maggiore rigidità del pezzo unibody, infatti, limita la deformazione e l’allungamento rispetto alla cima classica. Per questo motivo i primi bordi sono stati intervallati da regolazioni in spiaggia per il settaggio della corretta misura. Inutile dire che con questo sistema la regolazione è semplice rapida e davvero molto precisa.
Suggerisco di utilizzare almeno 2 misure in più rispetto a quella cui siete abituati.
I vantaggi di una cima vario rispetto ad una fixed sono orami noti a tutti (possibilità di regolare in base alla dimensione della vela in base all’intensità del vento ecc…) ma i vantaggi di questo sistema sono anche legati alla semplicità di montaggio e quindi di sostituzione nonché di elevata resa nel tempo. La cima infatti non solo è realizzata con materiali robustissimi ma è anche concepita per un uso quasi “eterno”.
Il punto di contatto col gancio del trapezio e inspessito da maggiore densità della plastica e inserti trasversali, mentre le tensioni sulla cima sono ben distribuite su due tiranti (2 a destra e due a sinistra) in grado di sopportare qualsiasi sforzo o peso e devo dire che i miei ben 90 kg rappresentano un valido test di trazione.
Alla CLIPHARNESSLINE hanno inoltre dimostrato che anche tagliando 2 dei 4 tiranti (con un taglierino ben affilato!) che compongono la cima è possibile utilizzare il trapezio e surfare in piena comodità.
Ulteriore sensazione che ho avuto dopo diverse ore di uso della CLIP è la posizione della cima sul boma.
Questo sistema paga molto in tolleranza della posizione della cima rispetto al centro velico. La minore deformazione della cima vi costringerà a regolare la stessa in modo molto più preciso del classico sistema. In quest’ultimo infatti basta attaccarsi e spostare il corpo per avere un buon equilibrio tra peso del rider e vela e quindi una maggiore tolleranza rispetto alla esatta posizione. Con la CLIP invece bisogna essere un pelo più precisi e meno affrettati nel posizionare correttamente le cime, ma vi assicuro che una volta posizionate correttamente non potrete far altro che godere di questo fantastico sistema e davvero vi dimenticherete della sostituzione della cima.
Consiglio l’uso di questa CLIP a chi rompe frequentemente la cima del trapezio con l’avviso di comprarle un po’ più grandi di quelle utilizzate e di spendere una decina di minuti in spiaggia per il corretto posizionamento.

Emilio Lamberti
windspirit staff