Lug201320

2009t-pocket_silverrange-colored

Misure 226 x 54,5 – 75 lt. – 6,4 Kg
Range Vele (3.5~5.2)
Costruzione: Flex Light Carbon Kevlar Construction
Pinne Slot Box: Zinger – Anteriori 2 x 8 – Posteriori 2 × 15 – Centrale 1 x 17

Primo Sguardo:

Anche quest’anno i nuovi Tabou non passano inosservati. La grafica aggressiva, ormai eletta a segno distintivo, quest’anno ha prediletto i colori arancione e giallo. In coperta di grande effetto il contrasto creato dalle maglie di carbonio che si scorgono tra la grafica policroma e non meno la sfumatura dei bordi che partendo dal giallo della prua man mano degrada diventando prima celeste per poi finire a poppa con un effetto nero opaco che lascia intravedere il carbonio.

Shape: Dopo due anni con lo stesso shape (2012-2013) per il 2014, e solo per i litraggi intermedi (75-80-86), Fabien Vollenweider ha proposto una rivisitazione delle linee d’acqua con l’obiettivo di rendere la tavola più user-friendly cercando, nel contempo, di mantenere le doti di radicalità nei turns. Tale modifica non ha interessato il 67 ed il 91 che resteranno immutati anche per quest’anno.
Sebbene da una lettura superficiale le misure dichiarate appaiano le stesse del modello precedente il nuovo shape è stato rivisitato quasi integralmente, sia riducendo leggermente la linea rocker ed il kick tail al fine di ottenere maggiore velocità specialmente nelle onde poco potenti, che aumentando leggermente la larghezza in corrispondenza della strap posteriore al fine di ottenere maggiore potenza alle basse velocità.
Per questo motivo anche la V in carena è stata ridotta, in favore del doppio concavo, per limitare l’attrito e migliorare l’accelerazione.

Strap: il posizionamento delle strap è stato molto curato per le innumerevoli regolazioni consentite. A differenza della maggior parte delle tavole in commercio tutti i tasselli sono posizionati ad una distanza di 1,5 cm. (in luogo dei canonici 3 cm) in maniera da consentire il montaggio della strap sia a 13,5 (per una calzata “hawaiana” stretta alla base e larga sul collo del piede) che nella consueta calzata a 15 cm. Per quanto riguarda la strap posteriore è possibile sia il posizionamento asimmetrico con vite di serraggio singola che il serraggio simmetrico doppio antitorsione. Per quanto concerne le strap anteriori è possibile avvitarle con due angoli rispetto all’asse della tavola: un angolo più interno, per chi predilige esclusivamente il wave riding, o esterno maggiormente duttile. I puristi potranno addirittura optare per una configurazione asimmetrica (esterna per saltare in uscita ed interna per surfare nel bordo a rientro.)

Pads: i pads dotati di comodi bumpers (inspessiti nella zona dei talloni) per assorbire gli impatti sono confortevolissimi sia in andatura che specialmente nei salti.

Pinne: la tavola viene corredata da 5 validissime pinne Zinger e 2 tappi chiudiscassa.
Possiamo usare il set di pinne quad (2 pinne da 8 per le scasse anteriori e 2 pinne da 15 per le scasse posteriori) tappando la quinta scassa centrale oppure il set di pinne trifin, al fine di ottenere un assetto per le condizioni meno “pulite”, usando come pinne anteriori le 8 e come pinna centrale la 17, chiudendo ovviamente le scasse inutilizzate.
In coppa del mondo, con il vento particolarmente on-shore, ho visto molti riders utilizzare anche l’assetto twin per avere una tavola ancora più libera e manovriera.

In acqua

E’ bene precisare, che dato il mio peso leggero ho preferito equipaggiare la tavola con un set trifin di pinne Mauiultrafins di dimensione decisamente inferiore rispetto a quelle di serie maggiormente idonee a rider di peso medio.
Ho optato per l’assetto trifin utilizzato nell’ultimo anno in quanto, a differenza del quad maggiormente idoneo a vento side e onde grandi e perfette, il trifin offre maggiore duttilità e brillantezza, indispensabili nelle condizioni nostrane per generare quell’energia passiva in più preziosa per condurre la tavola al meglio.
Sin dai primi bordi sono rimasto impressionato per la velocità e l’accelerazione che questa tavola sviluppa. Non ero più abituato ad una tavola così veloce e planante. Negli ultimi anni ho sempre avuto tavole eccellenti nei turns ma non così pronte in partenza in planata e in andatura. Per quanto riguarda la surfata ritengo il nuovo modello, rispetto al precedente,  sicuramente più indicato alle nostre condizioni dove le onde, spesso irregolari, impongono repentini cambi di traiettoria che se non supportati da uno shape idoneo rallentano la tavola inesorabilmente. Le doti di accelerazione e velocità di questo 75 litri favoriscono un atteggiamento più immediato al riding e più accessibile. La tavola, a differenza del modello precedente, perdona maggiormente gli errori e le incertezze rimanendo pimpante e veloce lungo tutto l’arco di curva. In effetti credo sia uno shape che ha trovato la quadratura del cerchio bilanciando alla perfezione doti di radicalità ed accessibilità meritandosi sul campo l’appellativo attribuitogli di “cacciatore di onde”. Peccato solo che lo strato di vernice gialla in prua, sebbene molto spesso, sia molto delicato staccandosi inesorabilmente ma mettendo in vista il bellissimo rinforzo in carbonio.

Paolo De Angelis
windspirit staff